Piccolo Levriero Italiano



L'unico levriero dall'origine italiana, ed anche uno tra taglia più piccola: ecco tutto su un cane sorprendente...

Piccolo Levriero ItalianoIl piccolo levriero, pur essendo un cane di piccola taglia, non è molto amato o apprezzato a livello persino italiano, non perché non piaccia ma perché purtroppo è poco conosciuto (come avviene per la categoria dei levrieri, che vengono identificati solo come “levrieri”). Eppure è un cane italianissimo, che bisognerebbe assolutamente conoscere e magari prendere anche in considerazione nel caso in cui si decida di adottare un cane di piccole dimensioni, perché il carattere, è sicuro, piacerà a chiunque… ed anche il suo aspetto un po’ “furbetto”, ma anche molto dolce!

La storia del piccolo levriero italiano

Molti sono convinti che il suo aspetto sia frutto di una selezione recente, ma i fatti per come li sappiamo adesso raccontano l’esatto contrario: il piccolo levriero italiano è un cane che si è sviluppato e “selezionato” spontaneamente, e prova ne sia il fatto che sono state trovate documentazioni che ritraggono questo cane già nell’Egitto di 5000 anni fa. Questo testimonia il fatto che già esisteva, e molti si domandano perché le origini del levriero italiano vengano attribuite, appunto, all’Italia, se invece le sue origini sono effettivamente egiziane; perché è in Italia che si è sviluppato, che è stato selezionato, è da attribuire agli allevatori italiani l’eccellente lavoro di selezione fatto negli anni, sebbene la sua nascita effettiva sia avvenuta altrove. Agli occhi della Federazione Cinologica Internazionale, infatti, il piccolo levriero italiano (spesso abbreviato in PLI) affonda le sue radici in Italia, dove sono nati numerosi club per sostenere questa bellissima razza.
Dopo la diffusione in
Egitto, si passò alla grande diffusione greca: ci volle poco perché dall’antica Grecia la razza approdò in Italia, subendo un repentino cambiamento non solo morfologico ma anche caratteriale ed anche riscuotendo un successo invidiabile, forse tra i primi della storia delle razze canine concepite come vengono concepite attualmente. Numerosi sono stati gli affreschi romani ed etruschi, ed anche con il passare degli anni e con l’evolversi delle civiltà il levriero italiano è stato uno dei cagnolini più dipinti in assoluto; lo ritroviamo ritratto anche da Giotto. Tantissimi personaggi storici hanno apprezzato, avuto ed osannato il PLI, facendolo diventare una razza nobile per pochi.
Ma non è stato tutto rose e fiori per questa razza, che nel 1800 ha subito una deleteria trasformazione: è stato considerato eccessivamente un cane da compagnia, e così è stato ‘
strapazzato‘ dal punto di vista della selezione al punto da farlo diventare un peluche, scatenando perciò l’ira dei veri estimatori che amavano il carattere originario del piccolo levriero italiano, e non ciò in cui era stato trasformato. Grazie a Maria Luisa Incontri Lotteringhi della Stufa, nel dopoguerra, che possedeva un allevamento e adorava questa razza, il piccolo levriero italiano riacquistò l’istinto venatorio e divenne il cane che era, se possibile ancora migliore, e da lì ricominciò la meravigliosa storia ancora ben lontana dal concludersi del piccolo levriero italiano.ù

Il carattere e la vita con il PLI

Pur essendo un levriero di piccole dimensioni, resta comunque un levriero e perciò ha mantenuto il carattere dei “cugini” di grande taglia; è un cane con un’ossatura incline alla corsa, e perciò, pur avendo degli aspetti che gli altri levrieri non hanno, anche lui ha bisogno di molto movimento e adora correre. Il fatto che adori correre non significa affatto che non sia adatto alla vita in appartamento, ma semplicemente che sia necessario concedergli il giusto tempo delle passeggiate all’aria aperta e anche per delle corsette, magari liberandolo in un’area recintata dove possa scatenarsi liberamente e sfogare tutte le sue energie.
Come nel caso di tutti i
levrieri, è dotato di grande intelligenza e sensibilità, ed è in grado di accorgersi di ogni minimo cambiamento di umore del proprietario. E’ un cane molto intelligente e molto più dolce di tutti gli altri levrieri, ed ha anche uno spiccato senso dell’addestrabilità, riesce ad imparare anche una serie di comandi nel caso in cui il proprietario sappia come fare. Una particolarità riguarda il fatto che porta sempre la coda in mezzo alle zampe, ma questo non è sintomo di sottomissione o terrore: è semplicemente un atteggiamento ed un modo di camminare tipico del piccolo levriero italiano.
Un’altra sua particolarità è quella di affezionarsi ad
un unico membro della famiglia e di vivere in funzione di ciò che fa e di come vive il membro che predilige. Da precisare il fatto che questonon sta a significare che non rispetterà tutti gli altri, al contrario, è un cane molto buono anche sotto questo punto di vista, ma semplicemente che adorerà in modo speciale un membro della famiglia a sua scelta. Al contrario di quello che sembrerebbe rivolgendo al piccolo levriero italaino una rapida occhiata, non è assolutamente un cane con la predisposizione ad ammalarsi e, nonostante possa essere colpito da varie malatite ereditarie e genetiche come tutti i cani, è comunque molto robusto. Verso gli altri animali non è aggressivo ma non ha particolare interesse a socializzare, al contrario preferisce evitare il più possibile questo momento, lo stesso vale per le persone al di fuori del suo nucleo familiare con le quali però non si dimostra mai, in nessuna circostanza, mordace. Di sicuro è un cane adatto alle famiglie con bambini anche piccoli, ma anche a lui come a tutti gli amici a quattro zampe bisogna saper impartire un’educazione quantomeno basilare sin dai primi mesi di vita.

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