Pastore Belga Malinois



Esistono molteplici varietà del pastore belga, di queste la più famosa e la più impiegata per tutte le attività è la varietà malinois: ecco tutto ciò che c'è da sapere...

Pastore Belga MalinoisIl pastore belga malinois è abbastanza conosciuto per via della sua spiccata somiglianza con il pastore tedesco, ma questa somiglianza, appunto, non lo valorizza a sufficienza tra le persone amanti dei cani che dovrebbero conoscerlo: frequentemente accade che lo si confonda con il cugino tedesco, ma in realtà c’è un’altra storia dietro, e sicuramente ben altro carattere (con delle somiglianze, essendo entrambi pastori). Nella storia passata e recente, il pastore belga è sempre stato un cane fondamentale per tutto il panorama cinofilo…

La storia antica e moderna del pastore belga

Non esiste soltanto la varietà malinois nel pastore belga, e questo è motivo di confusione per molte persone che si stanno avvicinando al mondo dei cani ma che ancora sono dei ‘neofiti’ anche per quanto concerne le razze più importanti; esistono anche, ad esempio, il Tervueren completamente diverso nei colori e nell’aspetto ma praticamente identico nel carattere. Bisogna fare attenzione, ad ogni modo, a non confondere le varietà. La più famosa ed apprezzata è quella del pastore belga malinois, nota perché impiegata in quasi tutte le attività che coinvolgono la razza del pastore belga: il cane da ricerca degli esplosivi, talvolta il cane bagnino (anche se recentemente vengono preferite altre razze), il cane per la ricerca delle persone scomparse o coinvolte in catastrofi naturali e non solo, il cane poliziotto e il cane guida per ciechi. Parliamo perciò di un cane versatile e apprezzatissimo, dalla storia che, come forse è evidente, si intreccia con quella del pastore tedesco sin da quando ancora il pastore belga non veniva considerato tale da nessuno: all’inizio si trattava di semplici accoppiamenti tra meticci dell’Europa nord orientale, che però, per questioni di sopravvivenza, erano tutti somiglianti tra di loro ed erano tutti pastori, come quelli che venivano impiegati, appunto, dai pastori “umani” del territorio. I maggiori esperti e studiosi dell’Università veterinaria di Cureghen in Belgio, tra cui Bernaert e Van der Snick, collaboratori di Reul, uno dei maggiori professori della Scuola, decisero di selezionare anche solo per un esperimento gli esemplari che si occupavano del pascolo del territorio. La paternità della razza, perciò, non potrebbe essere più belga di così: è una delle poche razze su cui non c’è il minimo dubbio.
Nel settembre del
1891, venne già fondato, grazie al successo riscosso dagli esemplari selezionati dagli studenti e dai professori dell’Università belga, il Club du Chien de Berger Belge: si trattava del primo club in onore di questa razza, come ce ne sono tanti a livello europeo al giorno d’oggi, alcuni dei quali ufficiali.
Tutta questa popolarità però diede vita, come quasi sempre accade, a polemiche su polemiche sulla varietà “migliore” del
pastore belga: alcuni possibili partecipanti alle esposizioni non ne avevano accesso perché possedevano la varietà definita, in quel preciso momento storico, peggiore, e questo variava molto. Il dibattito ad oggi si è calmato, e il pastore belga viene considerato un grande cane a prescindere dalla varietà alla quale appartiene. E’ un dato di fatto, però, che quanto a diffusione il pastore belga malinois è il più nominato ed impiegato.
Nella storia recente ha fatto parlare di sé per via della triste vicenda di Diesel, pastore belga malinois di sette anni, di sesso femminile, mandata in avanscoperta nel covo dei terroristi dopo gli
attacchi a Parigi del 13 novembre 2015. Sebbene la versione non sia confermata sembra che Diesel, prima di morire, abbia voluto vedere e leccare il suo ‘proprietario’ per l’ultima volta. La storia ha scaldato il cuore e ha fatto comprendere anche le potenzialità di cani come questi, che antepongono a tutto la fedeltà e le attività in cui vengono impiegati.

Il carattere e la vita con il pastore belga

Pur essendo un cane estremamente diffuso, non è di sicuro una razza da scegliere ad occhi chiusi quando si è assolutamente alle prime armi o soltanto sulla base di una preferenza estetica. Non è così che dovremo scegliere questo cane: bisogna che il proprietario abbia un minimo di esperienza, magari con pastori dal carattere piuttosto simile, che sappia far sfogare le energie non solo fisiche di questo cane ma anche intellettuali, che al contrario di quanto si dice devono emergere per una questione caratteriale e molto radicata. E’ necessario essere consapevoli della scelta che si sta per compiere quando ci avviciniamo alla razza del pastore belga malinois, e nel frattempo, magari, metterci già in contatto con un educatore cinofilo che faccia muovere i primi passi del cucciolo nel modo corretto e successivamente un istruttore in maniera tale che le potenzialità di questo cane vengano sfruttate nel modo corretto e che possa sentirsi appagato in compagnia del proprietario (questo se non sappiamo indirizzare da soli il cane). Se non siamo capaci di fare questo, allora molto probabilmente dovremo scegliere un’altra razza.
Di sicuro è un cane
territoriale, e non ci sarà bisogno di un particolare addestramento perché ‘avvisi’ i suoi padroni della presenza di estranei nella proprietà. Ovviamente non bisogna dare per scontato che lo farà, nel caso in cui non sia mai stato addestrato, ma considerare che quest’aspetto è frequentissimo e praticamente innato in questo cane, che tende, tra le altre cose, a raggruppare i familiari all’interno della stessa casa o comunque a volerne avere un controllo assoluto (in senso buono), sapendo sempre dove sono e cosa stanno facendo. Questo deriva dal suo impiego, oggi poco frequente ma che comunque esiste ancora, di cane pastore e il suo gregge, nelle circostanze domestiche di oggi, equivale alla sua famiglia.
E’ di un’intelligenza straordinaria, va benissimo per la
convivenza con i bambini, e non ci saranno troppi problemi nemmeno per l’inserimento di conspecifici a patto che venga utilizzata la prudenza e che si programmi l’inserimento con esperienza e attenzione, magari proprio con l’aiuto di un esperto. Bisogna prima verificare che il cane già presente e quello che sta per arrivare non siano eccessivamente intolleranti; le questioni di dominanza si risolveranno spontaneamente tra le mura domestiche oppure dovremo occuparcene in seguito, quando il nucleo familiare (il “branco”) sarà già nuovamente formato. Non è un cane che ha bisogno di cure particolari per quanto riguarda la salute, è abbastanza robusto anche se, come tutti i cani e gli esseri viventi, può anche ammalarsi e bisogna prenderlo in considerazione prima dell’acquisto o dell’adozione. Il pelo è particolarmente raso e questo cane è soggetto alle pulci, perciò applicare sempre l’antiparassitario nei tempi e nei modi indicati dal veterinario o nel foglietto illustrativo dell’antiparassitario stesso sarà buona norma, per evitare fastidiose infestazioni di questi piccoli insetti che poi potrebbero anche trasmettere malattie potenzialmente mortali al nostro animale domestico.

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