Komondor



Il komondor è un cane dalle origini ungheresi diventato famoso per via del suo insolito pelo cordato, che lo rende unico nel suo genere.

KomondorIl komondor non è un cane molto conosciuto ed allevato in Italia, ma di sicuro almeno visivamente è assai noto (di più di altri cani ungheresi o esteri del tutto sconosciuti in Italia) per via del suo pelo insolitamente cordato. Attira di sicuro la curiosità di tutti gli appassionati, anche per via del fatto che questo cane nasce con questo pelo, non è un’acconciatura fatta mediante toelettatura. Ci sono tante curiosità che riguardano questo cane, sicuramente diverso da tutti gli altri, non solo dal punto di vista estetico.

La storia e le origini del komondor

Questo cane non è nato in Ungheria: di sicuro l’Ungheria è stato il luogo dove la razza si è maggiormente trasformata diventando quella che è oggi, e le origini sono, per attribuzione, ungheresi proprio questo motivo. Ma in realtà il primo cane con sangue di komondor è nato in Tibet, dai cani di grandi dimensioni tipici del territorio. Ad esempio il mastino tibetano è dimostrazione del fatto che in Tibet venissero allevati e selezionati cani enormi dall’aria imponente e combattiva. Insomma, le origini si possono senza dubbio attribuire all’Asia.
Una piccola
curiosità che però i più grandi appassionati di cinofilia avranno indubbiamente notato, è il fatto che tutti i cani o almeno la maggioranza dalle origini ungheresi o quantomeno selezionati e transitati per l’Ungheria, hanno il pelo cordato e ‘rasta’. Lo dimostra il pastore ungherese, detto puli, ed anche altre razze simili. Questo tipo di pelo è molto apprezzato probabilmente perché tutte queste razze provengono da aree fredde e tutti questi cani necessitavano di un sottopelo significativo che fosse in grado di proteggere gli esemplari dalle temperature più rigide. Una vera svolta si ebbe nel corso del 1500 quando questa razza, che comunque esisteva già da tempo, venne per la prima volta notata nel senso più vero del termine, dato che tutti si accorsero della sua straordinarietà. Venne eletto, in terra d’origine, come l’aiutante migliore in assoluto di tutti i pastori del territorio: vennero, insomma, elogiate anche in seguito le sue capacità di cane da pastore, che ad oggi ancora conserva, anche se molte altre caratteristiche fanno di lui un ottimo cane da compagnia e da esposizione. A rendere il komondor una razza abbastanza recente, a dispetto del fatto che dalle descrizioni e dai ritrovamenti sembrerebbe quasi essere sempre esistita, è il fatto che uno standard ufficiale è stato redatto soltanto nel 1920 quando poi la razza è finalmente rinata raggiungendo una popolarità veramente inaspettata.
Quando lo standard venne ufficialmente redatto, in modo del tutto inaspettato la razza iniziò addirittura a diffondersi in modo davvero sorprendente negli Stati Uniti, dove divenne veramente popolare. Successivamente arrivò anche in Europa. Ad aver significativamente contribuito alla sua diffusione non solo come cane da pastore, non solo il lato estetico e le dimensioni, ma anche il carattere che mette al primo posto la dedizione nei confronti del proprietario e
l’ubbidienza assoluta.

Il carattere e la vita con il komondor

Uno degli aspetti del carattere maggiormente apprezzati del komondor riguarda sicuramente il suo sviluppato autocontrollo, legato soprattutto al fatto che si fida ciecamente del padrone. Anche se, infatti, ritiene che ci sia un pericolo e quindi (dopo vari avvertimenti, perché non è assolutamente vero che l’aggressività dei cani è imprevedibile) passa all’attacco, è un cane in grado di restare con i nervi saldi e di fermarsi se il padrone glielo chiede.
Questo è il pregio principale di questo cane, che è dedito in modo completo al padrone ed è capace di fidarsi al punto di limitare un’aggressione se il suo ‘
capobranco‘ glielo chiede. Questo dimostra un sangue freddo davvero eccellente in un cane da pastore come questo, che riesce a contenersi anche in momenti concitati come quelli di un attacco. Sebbene per un breve periodo della sua storia sia stato selezionato per i combattimenti, tutto questo è durato poco e non ha fatto riportare strascichi al carattere di questo cane che si dimostra tendenzialmente docile e davvero molto buono, adatto anche alla convivenza con i più piccoli.
Un komondor, però, nonostante l’ottimo carattere, non abbasserà mai la guardia con gli estranei nel corso della sua vita e continuerà ad essere sempre vigile e attento in presenza di persone sconosciute. Questo comportamento è tipico dei cani da pastore che sono costretti a vigilare sul gregge e ad assumere, in un certo senso, il ruolo del cane da guardia; il carattere del
komondor sotto questo e sotto molti altri punti di vista è davvero eccezionale, ed è offensivo e riduttivo per la razza relegare il komondor soltanto al ruolo del cane con il pelo strano, ed identificare la razza soltanto con questo aspetto. Il komondor è molto di più, e per moltissimi probabilmente sarebbe il cane dei sogni: se apprezziamo questa razza, dobbiamo andare oltre e vedere tutti i suoi aspetti positivi, che sono davvero tanti, e perché no, conoscere anche quelli negativi. Ma mai limitarsi soltanto ad identificare il komondor con il suo pelo cordato, perché c’è davvero molto di più.

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