Dogue de Bordeaux



Il dogue de Bordeaux è un cane dalla mole piuttosto grossa, che di sicuro però viene considerato il ritratto della dolcezza: al contrario di quanto sembrerebbe, è il compagno adatto per moltissimi...

Dogue de BordeauxÈ un cane dall’aspetto capace di incutere terrore, ma in verità molto spesso appare come il ritratto della dolcezza: lo è, infatti. Come tutti i cani necessita di educazione e socializzazione quando è cucciolo, ma è comunque un tenerissimo molossoide, che per questa ragione di sicuro potrà essere un compagno capace di aprirci veramente il cuore e di essere fedele fino al suo ultimo respiro. Se si amano i cani e le razze canine, quella del Dogue de Bordeaux è una razza che bisogna assolutamente conoscere…

La storia e le origini del Dogue de Bordeaux

Appartiene ad una delle tante razze canine le cui origini sono poco conosciute o comunque incerte; su di lui giravano voci per quanto concerne la recente selezione, ma non è affatto vero, come credono in molti, che i molossoidi con questo aspetto siano una creazione soltanto umana. Al contrario, invece, questa è una razza davvero molto antica che per questa ragione si è sicuramente selezionata spontaneamente, essendo nata quando non era ancora presente il concetto di allevamento di cani per ragioni estetiche o prettamente legate alla compagnia. Di sicuro il suo più importante sviluppo è avvenuto in Asia, anche se poi tutta la diffusione e l’evoluzione ha avuto luogo in Europa, come è facile intuire dal suo nome francese. Successivamente è stato impiegato anche come cane da combattimento ma in questo campo non ha riscosso particolare successo, difatti nell’immaginario collettivo non è un “cane combattente“, e ad oggi sono pochissimi gli esemplari allevati clandestinamente per questi scopi, perché si prediligono altre razze. La sua vena da cane da combattimento è andata completamente perduta, perduta di più di quanto è accaduto con le altre razze, non è rimasto niente di ciò che c’era in passato sotto questo punto di vista.
In seguito agli studi e alle affermazioni di un importante veterinario dalle origini francesi, il dottor
Pierre Marcard, si trassero delle conclusioni legate al fatto che la somiglianza del Dogue de Bordeaux con dei molossoidi simili allevati o spontaneamente selezionatisi in Francia era piuttosto lampante, quindi si iniziò ad indagare su una possibile “doppia origine” non solo asiatica ma anche francese. Insomma si dedusse che il suo principale sviluppo l’ebbe in territorio francese. Dopo queste rivelazioni che trovarono svariati consensi, la Société des Amateurs de Dogues de Bordeaux diede vita finalmente allo Standard della razza, in cui scelse di includere un appunto e uno studio di Pierre Marcard. Successivamente lo Standard non ufficiale venne considerato ragionevole e quindi ricevette non solo l’approvazione degli appassionati dell’epoca, ma anche e soprattutto della Federazione Cinologica Internazionale che lo fece diventare invece ufficiale.
Nel corso della
Seconda Guerra Mondiale ma soprattutto nel dopoguerra, si perse quasi completamente “lo spirito” con cui veniva allevata questa razza e gli esemplari iniziarono a non essere più selezionati e allevati con la cura di un tempo. Poco dopo il dopoguerra tutte le caratteristiche più importanti del Dogue de Bordeaux vennero significativamente valorizzate al punto da trasformarlo una delle razze più comuni dell’epoca, e perciò questo rese l’allevamento molto più progredito. Dal 1970 divenne una razza anche abbastanza comune, uscì dai confini francesi ed arrivò altrove in Europa, fino a diventare la razza molto diffusa in tutto il mondo che è oggi, ma soprattutto apprezzata per il suo vero carattere e non più per altro.

Il carattere e la vita con il Dogue de Bordeaux

È molto raro che il Dogue de Bordeaux si dimostri aggressivo, anche verso i conspecifici, con i quali, però, nel caso di convivenze e se dello stesso sesso, può dimostrarsi tendenzialmente dominante. È una razza dall’equilibrio invidiabile e per questo motivo non è mai un cane che reagisce in maniera esagerata a qualche provocazione, al contrario resta piuttosto calmo e composto finché però non si esaurisce completamente la sua pazienza. È un molossoide in piena regola, che per quanto possa e sappia essere territoriale e sappia avvisare il proprietario della presenza di estranei nella sua proprietà, non tende ad abbaiare se non strettamente necessario. Questo lo rende abbastanza adeguato alla vita condominiale, perché nonostante il vocione piuttosto significativo che tende ad essere sentito anche a distanza, non è frequente che si metta ad abbaiare al minimo rumore.
La sua diffusione aumentò significativamente dopo le apparizioni televisive, così come è accaduto per molte altre razze. Forse per la sua mole, non è una razza che viene acquistata con superficialità, perciò non è difficile trovare esemplari equilibrati e ben selezionati, anche se bisogna sempre rivolgersi ad un allevamento serio e specializzato che sappia davvero quali esemplari scegliere e come gestire i primi mesi di vita del cucciolo, soprattutto
la fase dell’impregnazione che è compito dell’allevatore.
Sa resistere alla fatica, non è un cane che si stanca facilmente, ma se la sua vita è sempre stata improntata alle mura domestiche molto probabilmente non avrà voglia neppure di iniziare a svolgere un qualunque tipo di attività: resta comunque un molossoide, un cane perciò tendenzialmente pigro che spesso preferisce il divano di casa ad una lunga camminata in montagna. Per chi desidera un cane anche e soprattutto per fare escursioni, molto probabilmente bisognerà che scelga una razza
differente.

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