Carlino



Pur essendo un cane di piccola taglia e un cane da compagnia, è una razza tutta da scoprire, un cane da avere almeno una volta nella vita...

CarlinoSi tende a dare per scontato che tutti i cani di taglia piccola abbiano un carattere molto mansueto e ancora peggio, poco intelligente. Se la mansuetudine fa parte del carattere del carlino, così come la vivacità e i comportamenti “tutto pepe”, anche l’intelligenza è una caratteristica che distingue questa razza da tutte le altre; si dice che i carlini siano come le ciliegie e che uno tiri l’altro, proprio per via del carattere meraviglioso ma anche delle tante particolarità che rendono il carlino una razza ricercata ed unica al mondo, voluta dappertutto, cercata e che può vantare anche una storia appassionante e da sapere necessariamente se si ama questa razza.

La storia e le particolarità del carlino
La storia del carlino non è mai stata chiarita con precisione, sebbene ormai si abbiano quasi delle certezze sulle sue origini asiatiche: dei ritrovamenti nell’Asia Orientale che identificavano una razza come “a muso e a zampe corte”, fanno dedurre che la suddetta razza sia proprio quello che noi ad oggi chiamiamo carlino. Le leggende sulla sua storia cinese, perciò, non sono più tanto leggende e le documentazioni confermano queste sue origini orientali; è una tesi che trova riscontro anche nel fatto che il carlino fu il cane prediletto della Dinastia Song e che in seguito ebbe una grande diffusione nell’Impero mongolo. Da qui si riuscì a raggiungere la sua diffusione a livello europeo, cominciando prima dall’Europa orientale che nel Cinquecento poté avere i suoi primi esemplari di cane carlino. L’espansione europea inizia dai Paesi Bassi, dove il carlino, all’epoca con sfumature del manto più sull’arancionato, divenne la mascotte nazionale per via del colore arancione, apprezzato e storico nei Paesi Bassi. Più che per quanto concerne l’origine, il vero dubbio nasce per quanto riguarda il nome: sono assolutamente avvolte nel mistero le motivazioni che hanno spinto i creatori della razza a chiamarla in questo modo (fondamentalmente perché non conosciamo i nomi dei primi allevatori, come invece molto spesso accade), in parte anche per via del fatto che in ogni nazione il carlino viene chiamato quasi in modo opposto. Il suo nome anglosassone, Pug, farebbe riferimento al pugno chiuso legato alle sembianze del muso schiacciato; in Francia e in Italia il nome è dovuto a Carlo Bertinazzi che durante un’interpretazione indossò una maschera somigliante al muso del cane; in Germania, in Finlandia, in Svezia e nei Paesi Bassi prende il nome di Mops, nome identificato come “muso arcigno”, “espressione arcigna”, proprio come quella del bulldog.
Le particolarità del carlino sono tutte esclusivamente legate alle sue problematiche di salute. È
una razza molto delicata, sia per quanto riguarda gli occhi, molto sporgenti, che vanno puliti con un apposito detergente almeno una volta al giorno, sia per quanto riguarda la delicatezza per il cibo. Molti carlini soffrono di varie intolleranze alimentari per le quali si rende necessario l’acquisto di cibo specifico per allergici o di fresco cucinato in casa riducendo il più possibile gli allergeni; in più, va prestata attenzione all’obesità, che potrebbe portare problemi cardiaci a questa razza che già ne è soggetta, e ai problemi respiratori che possono insorgere anche semplicemente per via delle alte temperature. Attenzione ai colpi di calore quando si passeggia con il carlino in estate, durante la stagione calda sono da preferire gli orari di maggior fresco come la sera tardi o la mattina presto. Bisogna anche pulire le pieghe cutanee con un batuffolo inumidito con detergente apposito per evitare l’insorgenza di infezioni.

Il carattere e la vita con lui
L’aspetto che va immediatamente chiarito del carattere è che questo cane non ha un minimo di aggressività, mai, in nessuna occasione: probabilmente solo, e non è neppure detto, se aggredito risponderebbe. Si tratta di un cane adattissimo alla convivenza con bambini e conspecifici per via della sua assoluta mansuetudine, ma questo non fa di lui un cane giocattolo che può essere trattato come il padrone preferisce: è comunque un cane, che si infastidisce quando vengono fatte determinate cose, che deve sfogare le sue energie uscendo e giocando, e non è assolutamente un soprammobile. Non essere aggressivi non significa non avere carattere, ed è un concetto tanto sbandierato per le persone, così come ignorato per i cani: la bontà non è sinonimo di stupidità e apatia totale, ed il carlino ne è una lampante dimostrazione. Non morderebbe mai nessuno, figuriamoci il suo proprietario, ma al contempo ha un caratterino tutto pepe che spesso si dimostra testardo e fermo sulle sue decisioni. Se non vuole scendere dal letto, non vuole scendere dal letto e basta!
Ovviamente, per quanto riguarda la frase di cui sopra, è necessaria un’educazione “ferma ma dolce”, quella che viene applicata a tutti i
molossoidi (difatti il carlino è un molossoide di piccola taglia), per far comprendere quello che si può e non si può fare. Il carlino è un cane affettuosissimo e la vita con lui sarà piuttosto rilassata, per via del fatto che è un cane che ama correre ma nei limiti del possibile: è vivace, ma non esuberante, ed una corsetta potrebbe farlo ansimare e stancare senza condurlo a continuare a giocare fino alla fine delle energie. È un cane costante, che si affeziona in una maniera straordinaria al padrone: avere un carlino significa avere “tre piedi”, secondo un detto legato a questa razza poco conosciuto.
L’acquisto del carlino, in una
famiglia con bambini, è la cosa migliore che si possa desiderare.

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