Bull Terrier



Il bull terrier è un cane appartenente alla categoria dei terrier di tipo bull: allegro, da compagnia ma con un carattere forte, tutti i volti del "bullo" per eccellenza...

Bull terrierQuando si nominano i terrier di tipo bull, generalmente si pensa subito agli american pitbull terrier, o agli american staffordshire terrier. Eppure, nonostante una conformazione del muso completamente diversa (allungata invece che tonda e con i grandi occhioni tipici dei molossoidi), anche il bull terrier fa parte dei terrier di tipo bull e con loro condivide il carattere da terrier e da “bullo”: è adatto a molti ma non a tutti, ma è una delle migliori scelte che si possano fare quando si vuole conoscere un cane allegro, vivace, ma che sa nello stesso tempo dimostrarsi dolce e affettuoso, distaccato con gli sconosciuti.

Storia ed allevamento del bull terrier

Purtroppo, come nel caso degli altri terrier di tipo bull, l’allevamento e la selezione per dare vita al Bull Terrier (all’epoca, nell’Inghilterra del XIX secolo, diverso da come lo conosciamo oggi) ebbe inizio per i combattimenti tra cani resi illegali soltanto in seguito, eppure ancora praticati clandestinamente, e per la caccia agli animali definiti nocivi, come per esempio i topi. Il bull terrier, definiti “Bull and Terrier” prima di diventare come al giorno d’oggi, nacque dall’incrocio tra l’Old English Bulldog, molossoide vagamente somigliante all’attuale American Bulldog ma oggi estinto e non più selezionato, e l’Old English Terrier, che nel tempo si è evoluto fino ad essere chiamato oggi Manchester Terrier.

L’idea era dare vita ad una macchina da guerra che mantenesse la leggiadra agilità del terrier senza dimenticare la tenacia e la forza nelle mandibole dell’Old English Bulldog, usato addirittura nel combattimento contro i tori. Il Bull and Terrier dell’epoca, dopo essersi ripetutamente incrociato con quello che oggi chiamiamo Manchester Terrier, diede vita a due razze differenti: lo staffordshire bull terrier, parecchio somigliante all’american pitbull terrier ma di taglia più piccola, che mantenne maggiormente l’aspetto dell’Old English Bulldog; il Bull Terrier, quasi esattamente come lo conosciamo oggi. Prima di arrivare all’aspetto moderno di questa razza ci volle l’intervento di James Hink, allevatore, che da grande appassionato nel 1850 selezionò ulteriormente i cani dando vita a nuovi incroci tra bulldog ed English White Terrier (anch’esso oggi non più selezionato e dall’aspetto già simile a quello del bull terrier moderno); ben 12 anni dopo, nel 1862, l’allevatore si mise alla ricerca di esemplari più slanciati e con una testa più gradevole alla vista. Da questa meticolosa ricerca e selezione della razza nacque la capostipite del Bull Terrier con le sembianze di oggi, Puss, che partecipò ad un’esposizione canina già riscuotendo un grande successo. I figli di James Hinks proseguirono il lavoro iniziato dal padre e, forti dell’ammirazione di cui la razza già godeva, continuarono ad incrociare gli esemplari tentando di avvicinarsi all’ideale di “testa ad uovo”, che oggi rispecchia perfettamente questa razza di cane. Anche se nessuno lo direbbe, nel bull terrier c’è anche sangue di levriero: proprio a quei tempi per migliorre l’agilità e l’eleganza nella corsa, vennero effettuati degli incroci anche tra Greyhound e Whippet.

L’allevamento di oggi è molto più diversificato rispetto a quello di allora. In primo luogo solo attorno al 1936 i Bull Terrier vennero riconosciuti non solo come razza a sé stante, ma anche come razza dal possibile manto colorato (tigrato o con macchie nere), mentre prima esisteva solo il Bull Terrier bianco; in secondo luogo, in tempi molto più recenti è nata una variante di questa razza che l’ha reso un cane adatto a chi lo voleva ma riteneva di non poterselo permettere per via della moderna vita in appartamento, il bull terrier miniature. Negli anni è stata osservata una caratteristica che possiamo trovare anche nel dogo argentino: l’allevamento degli esemplari tutti bianchi favorisce la nascita di soggetti sordi, e perciò si evita di far incrociare due soggetti tutti bianchi, scegliendo (qualora venisse prenotato anticipatamente un cucciolo bianco) incroci tra bull terrier con macchie nere sugli occhi e bull terrier bianchi. Solo in questo modo, con qualche eccezione, nascono bull terrier bianchi ma senza problemi di udito. La problematica riscontrata anche in altri molossoidi bianchi ha aumentato il costo del bull terrier, facendo diminuire la sua richiesta; al contempo, la nascita di una nuova razza sottocategoria di quella originale, riconosciuta dalla FCI (Federazione Cinologica Internazionale, valida a livello europeo), ossia quella miniature, ha aumentato la diffusione dell’idea secondo la quale il bull terrier sarebbe un perfetto cane d’appartamento.

Carattere: essere un ex combattente influisce?

Per quanto concerne il lato caratteriale, sugli esemplari un tempo da combattimento bisogna sfatare il dubbio dell’aggressività contro le persone. Basta ragionare un attimo per rendersi conto che anche la selezione che desiderava il bull terrier tendenzialmente aggressivo, voleva che questo dimostrasse la sua aggressività solo verso gli altri animali o al massimo i conspecifici; se il bull terrier, come gli altri terrier di tipo bull, fosse stato aggressivo verso le persone, coloro che organizzavano i combattimenti non avrebbero potuto inserirsi nell’arena (l’arena veniva chiamata “pit“, da cui “pitbull“) per fermare il combattimento ed evitare la morte di uno dei due. Questo cane è stato selezionato perché dimostrasse un’aggressività intraspecifica, ossia tra conspecifici, e non interspecifica, cioè anche verso gli umani: questo l’avrebbe reso indomabile durante i combattimenti e non sarebbe servito a chi li organizzava. Chiarito questo, la selezione per ammorbidire il suo comportamento anche verso gli altri animali è stata fatta, ma resta una dominanza di base verso gli altri cani dello stesso sesso che va indirizzata fin dalla tenera età per evitare che il cane ringhi, abbai o tiri alla sola vista di un altro cane. Il Bull Terrier è adatto anche alla convivenza con i bambini perché molto paziente, ma non sarà mai un cane da parchetto adatto ad essere sguinzagliato in mezzo ad un mare di altri cani; al contempo, se ci sarà un’educazione “dolce ma decisa”, quella adatta ai molossoidi e a tutti i cani sul primo gradino della scala neotenica (che ne definisce le caratteristiche), il soggetto adulto sarà equilibrato e sempre gestibile, senza calcolare l’imprevedibilità perché questa, se si sanno interpretare gli atteggiamenti, non esiste. Se si vuole avere un cane equilibrato, adatto alla vita in appartamento, che non abbaia molto, dopo una dovuta impregnazione, socializzazione, educazione e magari anche addestramento potremo avere il miglior cane che si possa desiderare.

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