Lavorare come operatore nei canili



Operatore nei canili ecco quali sono i suoi compiti

operatore nei caniliI canili offrono diverse opportunità professionali, per chi desidera lavorare a contatto con i cani. Ma non sono lavori per tutti, dato che richiedono due elementi: pelo sullo stomaco, e amore infinito per i cani, dato che spesso gli ospiti vengono raccattati in strada o provengono da situazioni molto spiacevoli e disagiate. Se senti di avere una naturale propensione per questi due aspetti, allora il lavoro da operatore nei canili potrebbe essere quello che fa per te. Ma di cosa si tratta, e cosa significa lavorare nei canili?

La figura dell’operatore nei canili

Innanzitutto devi aver chiaro un concetto: il canile deve essere visto come un ponte di passaggio, che porti il cane da una situazione spiacevole all’adozione da parte di una famiglia. Il tuo compito, se vuoi fare l’operatore in un canile, è di rendere quanto più possibile morbido questo momento di transizione. E non è una missione per tutti: non a caso, esistono dei veri e propri corsi che ti specializzano in questa professione.

Quali sono i compiti dell’operatore nei canili?

Ma quali sono i compiti che spettano agli operatori che lavorano nei canili? La gestione dei cani, le passeggiate, i momenti di gioco, la loro educazione e la loro cura. Inoltre, compito dell’operatore è anche quello di imparare come gestire il rapporto cane-box, come comunicare con gli enti di pronto soccorso, e persino come gestire le pratiche burocratiche per l’affido, ed in genere tutti i moduli che lo riguardano.

Quali sono le altre figure impiegate nel canile?

Ovviamente, un operatore che lavora in un canile non può svolgere tutti i compiti necessari per garantire il benessere del cane. Ad esempio, nel caso dei cuccioli traumatizzati e poco avvezzi al contatto umano, esistono addestratori specializzati nel renderli adottabili. Inoltre, non mancano figure come i veterinari e gli psicologi per cani. Infine, hai anche un’altra opportunità per lavorare in un canile: farlo come volontario, anche se non si può parlare di “professione” (non essendo pagati per farlo).

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